LA BARONIA DI CARAPELLE

il territorio della baronia di carapelle

La storia narra che, tra la fine del 1200 e l'inizio del 1300, la Baronia di Carapelle era un vasto ed importante dominio feudale comprendente gli attuali territori dei comuni di  Castelvecchio Calvisio, Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Rocca Calascio.

Nell'anno 1271 Carlo D'Angiò assegnò l'intero territorio della "Baronia" ad un suo fedelissimo: Matteo del Plessiaco; successivamente, nel 1382 Carlo III di Durazzo unì la Baronia di Carapelle alle terre di Capestrano, Ofena e Castel del Monte e lì assegnò a Pietro da Celano, suo fedele militare.

Nel 1435 il feudo, comprendente la Baronia di Carapelle e il Marchesato di Capestrano, passò in eredità a Jaccovella da Celano che, rimasta vedova di Odoardo Colonna, sposò in seconde nozze Giacomo Caldora e quindi in terze nozze Leonello Accrocciamuro.

Dopo qualche anno, nacque Ruggerone che combatté al fianco di Giovanni d'Angiò contro re Ferrante, ma la vittoria di quest'ultimo comportò per Ruggerone la perdita dei suoi possedimenti che vennero affidati ad Antonio Todeschini Piccolomini, duca d'Amalfi e nipote di Pio II.

L'ultima dei Piccolomini, Costanza, indebitata per la costruzione della Basilica di Sant'Andrea della Valle a Roma, nel 1579 fu costretta a vendere il feudo al Granduca di Toscana, Francesco de' Medici. In questo periodo la Baronia di Carapelle e il Marchesato di Capestrano raggiunsero il loro massimo splendore: la famiglia dei Medici ne fecero la base operativa principale per il commercio della pregiata lana "carfagna", prodotta nel territorio della Baronia, successivamente lavorata in Toscana e da lì venduta in tutta Europa.

La famiglia dei Medici regnò su queste terre fino al 1743, successivamente il territorio passò al re di Napoli, Carlo III di Borbone.